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Grilli domestici: alimento sicuro?

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Dopo la tarma della farina e la locusta migratoria, approvati rispettivamente a luglio e novembre 2021, lo scorso 8 dicembre 2021 anche i grilli domestici (Acheta domesticus) sono stati approvati come nuovo alimento. Fino ad oggi usati solo come mangime per animali domestici, i grilli domestici entrano a tutti gli effetti nella lista dei cibi destinati al consumo umano ai sensi del Regolamento (UE) 2015/2283, che ne autorizza la commercializzazione.

Lo studio dell’EFSA

La Commissione Europea si è rivolta all’EFSA (European Food Safety Authority) e ha chiesto agli esperti di nuovi alimenti e allergeni alimentari (NDA) un parere sulla sicurezza delle formulazioni congelate ed essiccate dei grilli domestici.

Il “nuovo alimento” (che chiameremo NF – Novel Food) ​​viene proposto in tre formulazioni:
– congelato,
– essiccato,
– macinato.

La formulazione essiccata è composta principalmente da proteine, grassi e fibre (chitina). Nella forma congelata i principali componenti sono acqua, proteine, grassi e fibre (chitina).
Lo studio rileva che le concentrazioni di contaminanti dipendono dalle quantità con cui queste sostanze sono presenti nel mangime per gli insetti. Se viene rispettata la durata di conservazione non si presentano problemi di sicurezza.

I grilli domestici hanno un contenuto proteico elevato e si vogliono utilizzare come snack o ingrediente in altri prodotti alimentari. Il gruppo di esperti ritiene che il consumo del NF non sia svantaggioso dal punto di vista nutrizionale per la popolazione target, ovvero quella generale. Rileva inoltre l’assenza di studi sulla genotossicità e sulla tossicità subsonica.

L’unico problema di sicurezza rilevato, non emergendo altre criticità dalla storia dell’uso dell’alimento o dai dati sulla sua composizione, è l’allergenicità. Gli esperti ritengono infatti che il consumo di grilli domestici possa innescare una sensibilizzazione primaria alle proteine degli stessi e possa scatenare reazioni allergiche nei soggetti allergici a crostacei, acari e molluschi. Inoltre potrebbero finire nel NF anche allergeni presenti nel mangime.

La conclusione è che, in base agli usi e al livello d’uso proposti, il nuovo alimento è ritenuto sicuro.
Coerentemente con le problematiche emerse, i prodotti dovranno essere etichettati in modo da comunicare al consumatore il potenziale rischio di reazioni allergiche.

Pro o contro?

La scelta di portare a tavola gli insetti è un tema che divide l’opinione pubblica.
Da un lato questa novità rientra nella strategia Farm to Fork per ridurre l’impatto ambientale dell’alimentazione sull’inquinamento del pianeta. I grilli domestici in questo caso costituiscono una fonte di proteine alternativa in grado di rendere il sistema produttivo alimentare europeo più sostenibile.
Dall’altro lato il mercato europeo non sempre accoglie con apertura questo tipo di cibo, perché non rientra nella tradizione degli alimenti abitualmente e storicamente consumati.

In Italia, come risulta da un’indagine Coldiretti/Ixe, la percentuale di popolazione contraria agli insetti a tavola è pari al 54%, contro il 24% di indifferenti e solo il 16% di favorevoli.
La Coldiretti esprime perplessità su due questioni: la provenienza da paesi spesso protagonisti di vicende di allarmi alimentari e la distanza culturale dalla tradizione culinaria nazionale. Dubbi riassumibili in una sola domanda: fino a che punto una corretta alimentazione può prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale?

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